ALGARVE SETTEMBRE 2026

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Riuscire a riunire i maschietti di casa Caprotti è un'impresa al limite dell' impossibile, dell'inverosimile, dell'umanamente impensabile ma tutta una serie favorevole di congiunzioni astrali sembra aver portato ad un allineamento dei pianeti al punto da far incontrare i tre moschettieri, i tre scappati di casa o meglio i tre randagi che, almeno per ciò che attiene alle nuove leve della stirpe, erano fino a pochi giorni fa raminghi sul planisfero terrestre, nonostante le mie sufficienti nozioni di geografia non so esattamente dove, ma ora finalmente ravvicinati intorno allo stesso tavolo, sotto al medesimo tetto.
Un'idea balenata in una notte di mezza primavera ha permesso il collimare di agende, impegni, attività ed eventuali nonché varie, al punto da far coincidere il baricentro del nostro eterno migrare in un unico punto sul mappamondo, che in questo caso risponde al nome di Algarve, ove facciamo intrecciare le rotte aeree provenienti da Bergamo Orio e Londra Stansted, giusto poche ore prima del termine di una delle estati più calde degli ultimi secoli.
Io e Tommy partiamo nel bel mezzo di una notte quanto mai buia, tenebrosa e senza stelle per abbracciare un Niccolò che di primissima mattina è già carico a pallettoni, in trepida attesa del nostro atterraggio in quel di Faro, ove ci attende un prolungamento che sembra non aver mai fine di tepore, calore, perenne alta temperatura, forse or ora un pochino stancante e sfiancante.
Lasciamo velocemente l'area aeroportuale per raggiungere in un batter di ciglia e di palpebre ancora leggermente assonnate ed assopite le prime spiagge lusitane, arenili infiniti punteggiati di poche forme dalle movenze umane, gradiamo il minus tourism e nel giro di meno di mezz'ora siamo già a Vilamoura che ci accoglie lasciandoci veramente sorpresi: tutti noi, io in primis ed in particolare, ci aspettavamo o per lo meno ipotizzavamo una regione poco frequentata, quasi selvaggia, nel nostro immaginario collettivo ipotizzavamo spazi enormi e paesaggi dagli orizzonti infiniti invece ci troviamo al cospetto di un'area geografica densamente adita ed adibita al mero fine e scopo turistico, rimaniamo sbalorditi dalla bellezza delle costruzioni di Vilamoura e dintorni, case, ville, palazzi, condomini di un'eleganza, una raffinatezza, un design, un aspetto sia  estetico che architettonico che mai ci saremmo aspettati di visionare in quello che fine a pochi anni fa era considerato il fanalino di coda dell'Europa Occidentale.
Vera verità, giurin giuretta, non voglio esagerare, non voglio enfatizzare, non voglio ingigantire ma molto, e sottolineo molto difficilmente mi è capitato all over the world di trovare così tante, tantissime bellissime abitazioni, linee costruttive degne delle migliori matite di architetti e archistar che sembrano essersi dati tutti appuntamento nel sud del Portogallo.
La luce è abbagliante, il cielo di un blu intenso e profondo, la temperatura gradevole senza eccessivi picchi verso il fastidio e quindi il nostro girovagare senza una vera meta assai gradito, apprezzato, piacevolmente commentato dagli ex pargoli che una volta di più danno ennesimo esempio di conoscenze tecnologiche e quasi metafisiche, grazie alla loro dimestichezza con tecnologica, virtualità ed intelligenza artificiale al servizio delle nostre scelte itineranti, che ci vengono consigliate, modificate, sottolineate in tempo molto più che istantaneo.
Il principale motore di ricerca per la prenotazione di strutture ricettive ci dice culo: l'accoglienza all'Oleandro Country Club di Albufeira risulta essere superiore ad ogni più rosea aspettativa, un intero appartamento è a nostra disposizione, con una piscina stile hollywoodiano a nostro totale uso e consumo, contornata di palme e con sottofondo di cinguettii corroboranti per il relax pomeridiano, durato men che non si dica, il tutto crediamo comunque non abbia prezzo ma quattro banconote da venti euro riteniamo siano veramente una quisquilia rispetto a quanto offerto e proposto.
Ripartiamo dopo un aperello inventato dal nulla dalla mente "malata" del Nico, operante cerebralmente a mille all'ora ovunque si trovi e qualunque cosa stia nel frattempo facendo, scarpiniamo lungo sentieri che ci permettono la visione di scorci mozzafiato, sotto di noi si aprono scenari incantevoli, straordinarie falesie a strapiombo, impressionante faraglioni disseminati lungo la costa, rocce multicolori sparpagliate a pelo d'acqua, il tutto condito, amalgamato e condiviso alla luce di un tramonto che accende ed infuoca il contrasto cielo, terra, mare.
Serata iniziata con long drink in un roof top sulla spiaggia, inutile cercare di descrivere la sensazione e l'emozione nell'ammirare le ultime luci del giorno e i primi riflessi della luna sulla battigia dell'oceano, un qualcosa di assolutamente speciale nel suo essere anche inaspettato, il tutto condito da risate, descrizioni di esperienze ed aneddoti che rinsaldano la condivisione e l'unione famigliare.
La cittadina di Albufeira è quanto mai viva, vivace, a quasi fine settembre ancora ribollente di animazione tra negozi sempre aperti, ogni tipo di ristorantino, trattoria, osteria in salsa lusitana ed una marea di bar stipati all'inverosimile di inglesi dal tasso alcolico incalcolabile, noi ci condividiamo e smezziamo porzioni di paella e piatti di gamberi, prima di fare il dovuto e necessario rientro all'ovile visto che siamo in piedi da solamente venti ore.
Se il primo giorno ci ha piacevolmente colpito, sorpreso e affascinato è al termine del secondo giorno in Algarve che possiamo tranquillamente, senza alcuna remora e certi di non essere contraddetti nell’affermare che ci troviamo in un luogo magico, incantevole che entra di gran carriera, quasi con prepotenza nella top ten, per non dire five, tra i paesi visitati sulla crosta terrestre, trovandoci al cospetto di un territorio meraviglioso, con degli scorci strepitosi, con delle prospettive, angolature e visioni semplicemente favolose.
Elencare le spiagge ammirate e quanto mai fotografate ed addirittura immortalate via aerea sarebbe pressoché impossibile, viviamo un sogno ad occhi spalancati per cui perdiamo facilmente il computo di nomi e località, comunque un fattivo supporto multimediale mi permette di consigliare a spada tratta località di una bellezza mozzafiato come Benagil, Praia de Marinha, Praia de Dona Ana, Praia dos Pinheros, Praia Ponta de Piedade, prima del gran finale al Capo de Sao Vicente, il punto più a sud ovest dell'intero continente europeo, ove le magiche gesta della compagine neroazzurra vengono temporaneamente accantonate per assistere, dulcis in fundo ad una giornata che rimarrà lungamente impressa nei nostri cuori, nelle nostre menti, nelle nostre anime, nelle nostre memorie fotografiche messe a durissima prova causa sovra utilizzo del pulsante di scatto, ad un tramonto che strappa addirittura uno scrosciante applauso ai numerosissimi astanti allo stupendo declino solare .
Parola di giovane marmotta non voglio esagerare, dare fiato alle trombe di eccessivi entusiasmi ma tutti e tre vi possiamo assicurare che la gita in barca lungo le falesie, i faraglioni, all' interno delle grotte di questa  impervia, selvaggia, affascinante costa rocciosa dalle mille sfumature è stata un qualcosa di veramente eccezionale e probabilmente neanche con tutta la buona volontà possibile riuscirei a trovare le parole adatte, i vocaboli corretti, i sinonimi ideali per descrivere ciò che abbiamo visto, ammirato, con una forma di contemplazione che ha rasentato l'estasi.

Nota di plauso per i due personaggi che salgono sul palcoscenico dei protagonisti del giorno: Adriano driver del motoscafo per la gita che manovra, gira e rigira l’imbarcazione con una semplicità disarmante e con una dimestichezza senza pari ed uguali e Jose il contadino che vende una fetta di anguria come se fosse oro colato, rendendolo il secondo uomo più ricco del Portogallo dopo l’ovunque venerato Cristiano Ronaldo.
Non poniamo limite alle scoperte, alle nuove esperienze, al credo esistenziale che quando si è in un luogo fino a quel dì sconosciuto sia importante, basilare, fondamentale vedere ogni cosa possibile ed immaginabile ed eccoci allora a seguire l'istinto modello guida Navajo del primogenito, che pensa bene di spararci una quindicina di chilometri di sterrato per raggiungere il punto che lui ritiene più adatto e consono per il decollo del suo drone, perennemente alla ricerca di visioni sopra le nostre testoline da lasciar sbigottiti ed annichiliti.
Serata quasi tranquilla, dopo una giornata a dir poco intensa e quanto mai vissuta, cena tassativamente di pescado nel centro storico di Lagos, viette lastricate di porfido e casette molto cartolina, in contrasto assoluto con gli incredibili insediamenti immobiliari che stanno sorgendo ovunque, onestamente non avevo mai visto in giro per il mondo una simile concentrazione di splendide dimore e straordinarie abitazioni, quanto mai eleganti, avveniristiche, pronte per essere pubblicate sulle più blasonate riviste patinate di architettura innovativa.
Non smettiamo mai di sorprenderci, dopo una colazione molto chic nel centro di Portimao, in un elegantissimo bar a strapiombo sull'ennesima scogliera lambita dall'Oceano Atlantico, scendiamo a bordo onde per una lunga passeggiata sulla rena illuminata da accecanti riflessi e luminosissimi bagliori solari, fotografando come se non ci fosse un domani degli insediamenti rocciosi fuori uscenti dalla superficie acquosa, al cui confronto Capri appare uno stagno acquitrinoso con uno scoglietto di nulla attrattiva .
Non potevamo che finire in bellezza questo strepitoso viaggetto di fine settembre ed allora eccoci al Polpo Calvo, una palafitta di un'eleganza imbarazzante ove pranziamo letteralmente avvolti da fasci solari, con sottofondo di musica live, prima di gettarci per un rigenerante, apprezzato, gradito, sospirato bagno in un mare dai mille colori cangianti, degno epilogo di una tre giorni probabilmente senza pari, senza eguali, senza paragoni.